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LE PUBBLICAZIONI DI "SEGNALAZIONI" ADESSO INTERROTTE PER CAUSE DI FORZA  MAGGIORE SARANNO RIPRESE APPENA POSSIBILE LEGGI QUI DI SEGUITO «Reazione, pulsione, vitalità, creazione, esistenza, tempo, capacità di immaginare. Forza, movimento, suono, memoria, certezza che esiste un seno. Percezione cosciente, fantasia, linea, senso, volto» Massimo Fagioli sul n. 27/2016 di LEFT «Una lotta, senza armi, soltanto rivoluzione del pensiero e parola» Massimo Fagioli sul n°49/2008 di LEFT «Una posizione personale di realizzazione umana completa nel senso di vivere una disponibilità per gli altri senza secondi fini di vantaggi materiali o di vantaggi psicologici». Massimo Fagioli, Istinto di morte e conoscenza, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2010, pag.248 «Troppo difficile per loro la comprensione della dialettica, troppo pesante il conflitto di sentirsi cattivi nel momento del rifiuto.Troppo lontano, da loro, l’interesse per gli altri, troppo povero l’amore per volere una realtà degli uomini diversa dall’attuale». Massimo Fagioli, Premessa alla quinta edizione di Istinto di morte e conoscenza, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2010, pag.43 «Origine materiale. Facile a dirsi. Poi, andando a fondo, si scopre che è difficile, difficilissimo nonostante più di 100 anni di materialismo storico ateo, più di 200 dall'illuminismo ugualmente ateo. È che accettare realmente, nell'inconscio, come realizzazione psichica profonda, e non soltanto come sbandieramento di un concetto astratto o come dovere di coerenza cosciente, l'origine materiale, innanzitutto la propria, significa subito accettare la fine di questa propria realtà materiale. Significa cioè rinunciare all'idea di eternità, spiritello maligno nascosto nella mente di tante persone. Tutti vogliono restare, nessuno sa accettare di andarsene dopo essere stato ed aver fatto. L'annullamento della nascita, della prima e fondamentale separazione, conduce poi a non fare e non accettare più separazioni mai e da nessuno. Conduce a vivere come se il tempo non passasse, come se si fosse sempre nello stato di prima. Ogni novità, personale, sociale, storica, culturale, viene continuamente annullata. Perché la novità mette in crisi lo status, la norma, e lo rende passato. Lo mette da parte. E si scatena il conflitto e la lotta tra il nuovo e coloro che non sanno modificarsi. Coloro che non riescono ad aprirsi ad una recettività per rapportarsi a quanto prima non c'era. L'uomo che non ha scoperto la nascita non riesce ad accettare nessuna nascita, resta sempre conservatore, reazionario, ovvero reagisce con l'annullamento di fronte ad ogni nuovo che compare. Non accetta neppure i propri nati, li distrugge, li fa impazzire». Massimo Fagioli, in Bambino [Leggi l'articolo]

● CON IL NUOVO ANNO "ACCADEMICO" CHE SI STA PER APRIRE NELLA PROSSIMA SETTIMANA "SEGNALAZIONI" CONFERMA CHE C'È, E DUNQUE CONTINUERÀ AD ESISTERE... E SPERIAMO A CRESCERE "SENZA TREGUE". C'È E CI SARÀ, ANCHE SE FORSE SPESSO POVERA ED ESSENZIALE: SPESSO MA CI AFFIDEREMO DUNQUE ALLA CLEMENZA E ALL'AFFETTO DEI LETTORI. MA RESTIAMO CONVINTI CHE LA CERTEZZA DELLA PRESENZA PERIODICA DI QUESTA ORMAI STORICA NOSTRA TESTATA DI "SEGNALAZIONI" SIA DIVENTATA DI QUESTI TEMPI DAVVERO NON FELICI ANCORA PIÙ INDISPENSABILE DI SOLO POCO FA.. ● OLTRE ALLA RASSEGNA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA CONTINEREMO A PROPORRE, CON "AVANCES", CONTRIBUTI ORIGINALI PERSONALI E/O COLLETTIVI A "SEGNALAZIONI" SONO E SARANNO SEMPRE FAVOREVOLMENTE ATTESI E LETTI DALLA REDAZIONE ED EVENTUALMENTE PUBBLICATI E/O PROPOSTI E PROMOSSI PER UNA LORO PIÙ AMPLIA DIFFUSIONE. ● CONTINUEREMO NATURALMENTE ANCHE A COMPORRE E PUBBLICARE I NOSTRI "REPRINT" GIÀ ACCOLTI CON MOLTO FAVORE DAL PUBBLICO E COME PERIL PASSATO TRATTI DALL'AMPLISSIMA COLLEZIONE DI MATERIALI STORICI DELLA ANALISI COLLETTIVA CHE NEI DECENNI ABBIAMO CON TESTARDAGGINE RACCOLTO E CONSERVATI NEI NOSTRI ARCHIVI PERCHÈ CERTI DELL'IMPORTANZA ENORME CHE ESSI INEVITABILMENTE AVRANNO PER GLI STUDIOSI IN FUTURO ● ASPETTIAMO DUNQUE LE VOSTRE OPINIONI POSSIBILMENTE IN FORMA NON ANONIMA: «CHE CENTO FIORI SBOCCINO, CHE CENTO SCUOLE CONTENDANO»: È A TUTT'OGGI UNA DELLE POCHISSIME MASSIME MAOISTA E MARXISTA ALLE QUALI SEGUENDO ANCORA UN LONTANO SUGGERIMENTO DI MASSIMO FAGIOLI PENSIAMO DI POTERCI ANCORA RIFERIRE CON  QUALCHE UTILITÀ ● QUALCUNO FORSE CI GUARDA (FORSE CON "MALOCCHIO"?) E DICE CHE LA NOSTRA È SOLO "TIGNA" UN PO' PATETICA DI POVERI SOPRAVVISSUTI.... NOI INVECE PREFERIAMO PENSARE CHE STIAMO SEMPLICEMENTE PROSEGUENDO CON UN PO' DI CORAGGIO - ANCHE PERSONALE E PRIVATO - IN UNA STRAORDINARIA RICERCA COLLETTIVA - CERTAMENTE NON TERMINATA E, ALLE VISTE, NEPPURE TERMINABILE - ALLA QUALE ABBIAMO PRESO PARTE INTERAMENTE E CON TUTTI NOI STESSI, CHE PER NOI E PER TANTI HA AVUTO INZIO BEN PIÙ DI QUARANTA ANNI FA. «LA STORIA DELL'UOMO»... NOI PREFERIAMO CHIAMARLA RESISTENZA...CIOÈ «ESSERE NONOSTANTE»STIAMOANCORA TENTANDODI RECUPERARE L'INTEGRITÀ DELLE FORZE CHE CI SERVONO PER TUTTO QUESTO..MA TU CHE PENSI? CAMMINEREMO INSIEME? quando vuoi PUOI SCRIVERCI QUI segnalazioni.box@gmail.com https://segnalazioni.blogspot.com/2019/08/con-il-nuovo-anno-accademico-che-si-sta.html [Leggi l'articolo]

il manifesto 2.8.19Canfora: «Serve una vera socialdemocrazia, solo così la sinistra tornerà rivoluzionaria»Lo storico comunista. «Pd paralizzato, chi non vuole fare l’eremita riprenda l’insegnamento di Brandt, sarà una scelta radicale». «Saragat e Tanassi? No, era il nome del partito di Lenin La giustizia sociale resta una parola d’ordine fortissima Per De Rita non c’è più la spinta vitale? Ora la lotta è impari», «La politica di Di Maio è stato un bluff, il duro ha fallito tutte le promesse. Su fisco e giustizia solo sceneggiate da campagna elettorale. L’autonomia? Disgusta il sì dei dem»intervista di Daniela Preziosi «Non stanno governando per nulla. Un fallimento». Se al professore Luciano Canfora – filologo, storico, comunista «senza partito» – si chiede del governo, si riceve una risposta senza attenuanti. «La politica sociale di Di Maio è stato un bluff, conati rovinosi. I navigator, non ne parliamo. L’altro, il duro, ha promesso di rimpatriare 600mila persone, clandestini, e naturalmente non l’ha fatto; ha deciso di chiudere i porti come del resto voleva già Minniti; ha fatto un po’ di braccio di ferro per lo più perdendo, sia con l’ottima Rackete, sia nel caso della nave Diciotti, da ultimo con la Gregoretti. Nel frattempo, com’è giusto, tantissimi sbarcano su barchette di fortuna. Sul versante fiscale, che è un topos, per ora solo parole vane. Ne parlano, litigano e accantonano l’argomento. Così sulla giustizia, una sceneggiata». Professore, non hanno combinato proprio niente? Non è accaduto nulla. La conflittualità perenne, ostentata, è uno scenario elettorale per entrambi. Sanno che la legislatura non finirà finché non si matura la pensione per i parlamentari. Non è una malignità, è senso comune. I deputati dei 5 stelle non torneranno mai più, perché avranno un bruttissimo esito elettorale e anche perché stanno tentando di ridurre gli eletti. Fino a quel momento la legislatura durerà, quindi si preparano alla campagna elettorale subito successiva, dicendo di fare, al governo, ognuno dei due quello che ritiene utile in vista del voto. È un quadro realistico, non malizioso o ostile. Con danni per tutti noi che è inutile sottolineare. Le sinistre hanno regalato voti ai 5 stelle ma anche alla Lega. Un travaso contro natura? Non credo. Quanti disoccupati disperati weimariani votarono per il fuhrer piantando il partito comunista tedesco? Tantissimi. Piuttosto il vero travaso è stato di chi votava a sinistra e nel marzo del 18 ha votato 5 stelle. È stato l’errore strategico, [Leggi l'articolo]

SEGNALAZIONI È IN CORSO DI AGGIORNAMENTO A SEGUIRE - CON UN CLIC QUI - TROVI ANCHE TUTTI I CONTENUTI SCELTI DA “SEGNALAZIONI” NEI GIORNI PRECEDENTI NEL TEMPO DI UNA PERTINACE RESISTENZA: Sergej Rachmaninoff - Piano Concerto No. 2 from SEGNALAZIONI.BOX on Vimeo. Hélène Grimaud e l'Orchestra sinfonica di Luzern diretta da Claudio Abbado TORNA A "SEGNALAZIONI" ▲ m QUELLO CHE SEGUE È L'INDICE DEGLI ARGOMENTI FIN QUI DISPONIBILI NELLA SEZIONE «REPRINT». LO TROVI TUTTI I GIORNI QUI DI SEGUITO INSIEME ALLA RASSEGNA STAMPA INDIPENDENTE DI "SEGNALAZIONI" CON I "REPRINT" PIÙ RECENTI O AL MOMENTO PIÙ SIGNIFICATIVI: PER L'INDICE CLICCA QUI «I REPRINT»! DAL MOMENTO CHE COME CONSEGUENZA DEL LAVORO FATTO IN PASSATO POSSIAMO CONTARE SU UN NOSTRO ARCHIVIO DI CONTENUTI SEDIMENTATOSI IN PIÙ DI DICIOTTO ANNI DI RICERCA, FACENDO BASE SU QUESTO PATRIMONIO «I REPRINT» SONO PROPOSTI E PUBBLICATI NON QUOTIDIANAMENTE O CON UNA PERIODICITÀ PREFISSATA, MA OGNI VOLTA CHE LA RASSEGNA DELLA STAMPA QUOTIDIANA O LE SEGNALAZIONI, I SUGGERIMENTI O LE RICHIESTE DEI LETTORI CE NE PROPONGONO L'ESIGENZA: ASPETTIAMO I VOSTRI CONTRIBUTI (SCRIVETECI QUI). «AVANCES DI SEGNALAZIONI» ESISTE INVECE PER GARANTIRE SPAZIO DI LIBERO INTERVENTO A CONTRIBUTI ORIGINALI EVENTUALI DEI LETTORI: MANDATE LE VOSTRE PROPOSTE CON UNA E MAIL INDIRIZZATA QUI. ● I «MOSTRI»: LE GENERAZIONI MITOLOGICHE m ● LE «QUATTRO PIAGHE»: IL «NULLA EBRAICO», IL «PECCATO ORIGINALE», IL «MALE RADICALE» DI KANT, L’ANIMALITÀ DEL «LOGOS».
 m ● IL VELENO NAZISTA DI HEIDEGGER
 m ● LA RIVOLTA FALLITA DI NIETZSCHE  m ● IL CORAGGIO E LA FANTASIA DI GRAMSCI ● LO SPIRITUALISMO MASCHERATO DI SPINOZA: UN DIO ANCORA PIÙ ONNIPOTENTE E INAFFRONTABILE ● LA MENZOGNA SEDICENTE “ULTRASINISTRA” DI UNA CONTINUITÀ DI SPINOZA CON MATERIALISMO E MARXISMO ● L’INVIDIA DI BELLOCCHIO PER BERTOLUCCI ● MASSIMO FAGIOLI A PARTIRE DAL CONVEGNO SUL “CASO ERICA” DEL 2002  AFFONDA LA SFIDA CON LA CULTURA DISUMANA FRANCO - ITALIANA CHE TENTA DI AFFONDARE QUALSIASI POSSIBILITÀ DELL’ESISTENZA DI UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA IN ITALIA E IN EUROPA ● FOUCAULT E TONI NEGRI, ALTHUSSER ● GIORDANO BRUNO, ARISTOTELE E LA RICERCA DI MARIO VEGETTI ● LE ANTICHISSIMA MITOLOGIE DELLA TRADIZIONE CHE FONDANO IL METRO EPICO CON GILGASMESH VIII E CON IL RAMAYANA, SONO OGGI FINALMENTE DISPONIBILI INTEGRALMENTE AGLI STUDIOSI L'EPOPEA (O PIÙ SEMPLICEMENTE "IL GILGAMESH") È ANTERIORE AI VEDA INDIANI (1500 A.C.). LE PRIME REDAZIONI SUMERICHE DEL POEMA SONO FATTE RISALIRE AD OLTRE IL 2000 A.C. DOCUMENTI SU GILGAMESH SONO STATI RINVENUTI PIÙ O MENO OVUNQUE IN [Leggi l'articolo]

SIMONA MAGGIORELLI DIRETTORE DI LEFT INTERVISTATA A TG3 LINEA NOTTE DA MAURIZIO MANNONI MARTEDI 28 MAGGIO 2019 [Leggi l'articolo]

«OSARE PENSARE!!:»  È DUNQUE ADESSO ORMAI DEFINITIVAMENTE DIMOSTRATO CHE CON I CATTOCOMUNISTI SI PERDE SEMPRE E COMUNQUE E CHE LA SINISTRA, SE CONTINUA AD AVER PAURA DI DISPICERE A PAPI PRETI E AD OGNI RAZZA DI CLERICALI E BACIAPILE, E NON DICHIARANDO INVECE SEMPRE APERTAMENTE LA PROPRIA IDENTITÀ CULTURALE  SCHIETTAMENTE E APERTAMENTE ATEISTICA MA ANZI QUASI NASCONDENDOLA COME SE LA SI CONSIDEDERASSE UNA DIFFERENZA DA POCO, O ADDIRITTURA QUASI VERGOGNANDOSENE O COME SPAVENTATI DALLA PROPRIA STESSA EMPIETÀ, PROPRIO PER QUESTA VIA, LA SINISTRA - PRIVATASI DI QUELLA CHE È SEMPRE STATA, INSIEME ALL'IDEA DI EGUAGLIANZA, LA PROPRIA CONNOTAZIONE IDENTITARIA PIÙ FORTE - RISCHIA DAVVERO DI SCOMPARIRE E PER SEMPRE LASCIANDO A BERGOGLIO E AI PRETI IL DOMINIO DEI TEMI DELLA GIUSTIZIA E DELLA EGUAGLIANZA E DUNQUE, TUTTI, IN BALIA DELLA ALIENAZIONE RELIGIOSA!   QUINDI CON I PRETI E TUTTI I LORO   ACCOLITI DAVVERO MAI PIÙ! [Leggi l'articolo]

IN DIRETTA DA PALAZZO MERULANA IN ROMA ● OGGI 25 MAGGIO HA INIZIO L’INCONTRO SUL TEMA  “NEGAZIONE DELLA NATURALE SOCIALITÀ UMANA: IL NEOLIBERISMO” UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE [Leggi l'articolo]

FIRENZE ANTIFASCISTA SEGUI GLI AGGIORNAMENTI DI "SEGNALAZIONI" LUNEDI 20 MAGGIO ORE 20:30 LA RASSEGNA DELLA STAMPA DI OGGI È ADESSO DISPONIBILE QUI DI SEGUITO  Lampedusa Il pm fa sbarcare i migranti Il capo leghista smentito in tv Il leghista perde la testa: “Lo denuncio”. Di Maio: “Magistrati indipendenti dal governo”. Il capo della Lega ripeteva a Giletti su La7 che nessuno sarebbe sceso a terra, il conduttore gli ha letto l’Ansa che diceva che il procuratore di Agrigento aveva ordinato il sequestro della nave Sea Watch 3 e lo sbarco dei migranti. Lui ha perso le staffe: “È il magistrato che mi ha incriminato, andrò fino in fondo” SALVINI from SEGNALAZIONI.BOX on Vimeo. FUORI MATTEO SALVINI DA FIRENZE! Ringraziamo di cuore le compagne e i compagni di Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), del Cua, (Collettivo universitario autonomo), del Cas, (Collettivo antagonista studentesco) e del Collettivo femministe Spine nel fianco. La Città di Firenze è Medaglia d'Oro della Resistenza al Valor Militare. I manifestanti davanti al cordone di polizia protestavano cantando “Bella Ciao”.  Salvini: "La Madonna ci porterà alla vittoria! [Leggi l'articolo]

IN DIRETTA STREAMING DAL SALONE DEL LIBRO DI  TORINO MAGGIO 2019 RAI UNO SPECIALE MILLEEUNLIBRO SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO - SABATO 11 MAGGIO GUARDA LA CLIP DAL SALONE DI TORINO QUI Giovsnni Senatore L'Asino d'Oro Edizioni LA DIRETTA IN STREAMING DA TORINO DI SABATO 11 MAGGIO QUI UNA PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE UNA REALIZZAZIONE MAWIVIDEO PRESENTAZIONE DEL LIBRO AMORE E PSICHE - L'ASINO D'ORO EDIZIONI IN DIRETTA STREAMING DA TORINO DOMENICA 12 MAGGIO 2019 https://youtu.be/AQByUbjrYB4 [Leggi l'articolo]

M LA DOMANDA DI AMMISSIONE SCADE IL 30 APRILE https://biospsyche.it LA TEORIA DELLA NASCITA A VARSAVIA TRE E-POSTER PRESENTATI A VARSAVIA PER IL CONGRESSO DELL’EPA 2019 (THE 27 EUROPEAN CONGRESS OF PSYCHIATRY) IL 6 APRILE THE ALTERATION OF SENSORY CONSCIOUSNESS OF THE SELF IN CHILDREN WITH DEVELOPEMENT DISORDERS A PRELIMINARY STUDY O. ORSINI, D. MONTANARO, A BERNARDINI  THE RELATION BETWEEN IMPULSIVITY AND ALEXITHYMIA IN A GROUP OF SUBJECTS WITH NICOTINE ADDICTION DR. D. MONTANARO, DR C.MEDICI PSYCHIATRY AS PSYCHOTHERAPY: MORE THAN 40 YEARS ROBERTA POMPEI, ALESSIO GIAMPÀ CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA m https://ventisecondi.it/eventi/filosofia-politica-karl-marx/ LINEE RESISTENTI Linee resistenti DVL 2019-04-14 from Maurizio Maturi on Vimeo. 12 APRILE 2019 Presentazione del libro “Linee resistenti” di Iliano Caprari “L’Asino d’oro edizioni” L’Associazione “La scuola che verrà” Liceo 5EU Liceo Benedetto da Norcia, 3G dell’Istituto Di Vittorio-Lattanzio. Riprese video, Maurizio Maturi e Gabriella Terenzi Montaggio Maurizio Maturi. si rigrazia Renato Cirodano COMUNICATO STAMPA DELLA ASSOCIAZIONE AMORE E PSICHE L’associazione culturale Amore e Psiche è lieta di presentare il nuovo sito web che ha voluto rendere più snello e di più facile consultazione, pronto ad accogliere, oltre gli eventi correnti, le implementazioni del materiale storico che sta raccogliendo e restaurando. Per festeggiare l’uscita del nuovo sito e la nuova edizione del libro “Storia di una ricerca. Lezioni 2002”, è con grande piacere che annunciamo l’inserimento nell’archivio video delle prime sette lezioni, tenute dal Prof. Massimo Fagioli presso l’Università di Chieti in quell’anno, il primo della sua decennale e originalissima attività di insegnamento universitario. Forse quello a cui non ci si può opporre è la realtà della conoscenza; se ci si oppone alla realtà della ricerca e della conoscenza, l’individuo muore, perché si lede la specificità, scusate le parole, della specie umana che è la ricerca e la conoscenza, il sapere.     Massimo Fagioli, Storia di una ricerca. Lezioni 2002
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2018 Con questa splendida frase, quanto mai attuale e necessaria, riportata in quarta di copertina, Massimo Fagioli chiude la terza lezione del 2002. Il volume stampato dalla casa editrice l’Asino d’oro edizioni, ha una veste grafica completamente rinnovata e, abbandonate le consuetudini editoriali, riproduce fedelmente il linguaggio parlato di Fagioli. Qui troverete l’elenco delle lezioni ora disponibili e a breve pubblicheremo anche le altre lezioni in corso di restauro. Continuate a seguirci e a sostenerci. (Link per vedere tutte le lezioni: https://associazioneamorepsiche.org/archivio/?_post_type=video&_anno=2002) si ringrazia Manlio Massimetti https://associazioneamorepsiche.org/ IL COMUNICATO STAMPA CON LE AGGIUNTE [Leggi l'articolo]

LA RASSEGNA DELLA STAMPA DI GIOVEDI 7 FEBBRAIO RadiciLa Stampa 7.2.10Andrej BelyjIl sottosuolo religioso della rivoluzione bolscevica Il comunismo interpretato con l’occhoonirico del verbo simbolistadi Andrea Colombo qui Doppiozero 16.1.15Viaggio a San Pietroburgodi Gian Piero Piretto qui il manifesto 7.2.19Quando l’orologio non è in sincronoTra passato e presente. Riflessioni intorno al libro di Piero Bevilacqua, «Ecologia del tempo», pubblicato da Castelvecchidi Luciana Castellina qui Il Fatto 7.2.19Concita De Gregorio“Pago le cause di Berlusconi all’Unità, il Pd si è dileguato”Da 8 anni è condannata a rifondere i danni per le sentenze di diffamazione: “Dovrebbe farlo l’editore, che però fa finta di niente”di Salvatore Cannavò qui Il Fatto 7.2.19Il reddito non piace al Pd classistadi Daniela Ranieri qui il manifesto 7.2.19Cucchi, il generale Casarsa indagato per il depistaggioL’allora colonnello, comandante del Gruppo Roma, finisce nell’inchiesta integrativa al processo bis. Fino a un mese fa era comandante dei Corazzieri del Quirinale, accusato di falsodi Eleonora Martini qui La Stampa 7.4.19Caso Cucchi, un generale indagato per depistaggiodi Francesca Paci qui Il Fatto 7.2.19Sanità, la svolta di Fontana non piace ai privatidi Gianni Barbacetto qui Il Fatto 7.2.19Perché i giornali stanno soffrendoWeb e non solo - Negli anni della crisi i consumi delle famiglie sono scesi, quelli per la cultura sono crollati. La conoscenza è più democratica, ma sempre meno persone la cercano nei canali tradizionali. E l’attendibilità non contadi Domenico De Masi qui La Stampa 7.2.19Italiani in fuga, all’estero sono 5,5 milioniAdesso partono anche famiglie e over 60di Francesca Sforza qui il manifesto 7.2.19La Marina porta l’industria delle armi in crociera nel GolfoDifesa. La fregata Margottini fa da vetrina alle compagnie italiane. Nel 2018 una missione analoga sponsorizzata dall’Aeronauticadi Luciano Bertozzi qui La Stampa 7.2.19Italia, nella missione in Niger anche l’accordo per vendere armidi Francesco Grignetti qui La Stampa 7.2.19Con i curdi a Kobane“L’Isis è piegata. La prossima guerra sarà con la Turchia”di Francesco Semprini qui La Stampa 7.2.19In Siria i missili russi capaci di abbattere i jet di Gerusalemmedi Giordano Stabile qui La Stampa 7.2.19Nel triangolo fra religioni monoteiste è decisiva una parola: Abramodi Gabriel Levi qui Repubblica 7.2.19 Englaro“Eluana è viva perché dieci anni fa ci ha insegnato a dire no”Intervista di Piero Colaprico qui Repubblica 7.2.19Prodi"Al Pd serve un padre Zingaretti può diventarlo decisivo votare alle primarie"Intervista di Andrea Bonanni qui LA RASSEGNA DELLA STAMPA DI MERCOLEDI 6 FEBBRAIO La Stampa 6.2.19La fede come scudo dei dirittidi Gian Enrico Rusconi qui il [Leggi l'articolo]

 Ernst Kretschmer dopo studi di teologia compì le sue prime osservazioni psichiatriche durante la prima guerra mondiale, in qualità di medico militare psichiatra e ufficiale dell'esercito. Insegnò Neurologia e Psichiatria presso le Università di Tubinga (1923), Marburgo (1926) e di nuovo a Tubinga (1946) dove morì nel 1964. Membro fondatore della International General Medical Society for Psychotherapy (AÄGP) fondata il 12 gennaio 1927. Fu presidente dell'AÄGP dal 1929. Nel 1933 si dimise dall'AÄGP. La collaborazione con i nazisti. Dopo essersi dimesso dall'AÄGP, iniziò a sostenere le SS e firmò il "Voto di fedeltà dei professori delle università e delle scuole superiori tedesche ad Adolf Hitler e allo stato nazionalsocialista"  ("Bekenntnis der Professoren an den deutschen Universitäten und Hochschulen zu Adolf Hitler und dem È nationalsozialistischen Staat") [Fonte Wikipedia GB]. [Fonte Wikipedia FR: «De manière étonnante, Kretschmer a pu travailler en Allemagne tout au long de la période de la domination nazie sans être persécuté. Plusieurs de ses collègues juifs allemands psychiatres et psychologues ont dû quitter le pays»]. Quello che segue è il profilo biografico di  Ernst Kretschmer tratto da Ernst Klee Das Personen-Lexicon Zum Dritten Reich (Il lessico del Terzo Reich) e che è disponibile qui di seguito UNA PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE  Si ringraziano William Santero e Daniele Carlevaro qui LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DELL'EVENTO È DISPONIBILE QUI LA SCUOLA CHE VERRÀ  "RESTIAMO UMANI" REALIZZATO PRESSO ISTITUTO DI VITTORIO-LATTANZIO MARCOLEDÌ 23 GENNAIO. 23 Gennaio 2019 Restiamo umani -Bibliopoint Giuseppe Di Vittorio from [Leggi l'articolo]

IL 18 GENNAIO  2019 A FIRENZE

IL 18 GENNAIO  2019 A FIRENZE CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA SI RINGRAZIA VITORIO RENATO  CIRODANO [Leggi l'articolo]

COMUNICATO STAMPA I PIÙ RECENTI INSERIMENTI NEL CATALOGO DEGLI ARCHIVI DELLA ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE https://associazioneamorepsiche.org L’associazione culturale Amore e Psiche è lieta di presentare il nuovo sito web che ha voluto rendere più snello e di più facile consultazione, pronto ad accogliere, oltre gli eventi correnti, le implementazioni del materiale storico che sta raccogliendo e restaurando. Per festeggiare l’uscita del nuovo sito e la nuova edizione del libro “Storia di una ricerca. Lezioni 2002”, è con grande piacere che annunciamo l’inserimento nell’archivio video delle prime sette lezioni, tenute dal Prof. Massimo Fagioli presso l’Università di Chieti in quell’anno, il primo della sua decennale e originalissima attività di insegnamento universitario. Forse quello a cui non ci si può opporre è la realtà della conoscenza; se ci si oppone alla realtà della ricerca e della conoscenza, l’individuo muore, perché si lede la specificità, scusate le parole, della specie umana che è la ricerca e la conoscenza, il sapere.     Massimo Fagioli, Storia di una ricerca. Lezioni 2002
L’Asino d’oro edizioni, Roma 2018 Con questa splendida frase, quanto mai attuale e necessaria, riportata in quarta di copertina, Massimo Fagioli chiude la terza lezione del 2002. Il volume stampato dalla casa editrice l’Asino d’oro edizioni, ha una veste grafica completamente rinnovata e, abbandonate le consuetudini editoriali, riproduce fedelmente il linguaggio parlato di Fagioli. Di seguito l’elenco delle lezioni ora disponibili e a breve pubblicheremo anche le altre lezioni in corso di restauro. Continuate a seguirci e a sostenerci. Lezione 1 del 1 marzo 2002 Lezione 2 del 1 marzo 2002 Lezione 3 del 2 marzo 2002 Lezione 4 del 15 marzo 2002 Lezione 5 del 15 marzo 2002 Lezione 6 del 16 marzo 2002 Lezione 7 del 16 marzo 2002 Link per vedere tutte le lezioni: https://associazioneamorepsiche.org/archivio/?_post_type=video&_anno=2002 Lezione 1 - 1 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/307853952/28f51189dc Lezione 2 - 1 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/307857480/cb37db1577 Lezione 3 - 2 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/308005090/429844d552 Lezione 4 - 15 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/308015972/567609458b Lezione 5 - 15 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/308020927/bafbf8b9c9 Lezione 6 - 16 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/308023026/8b806c0bbe Lezione 7 - 16 marzo 2002 vimeo.com/user35707616/review/308550420/0c28aabbb7 Lezione 8 - 12 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308556628/4455a6239a Lezione 9 - 12 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308764324/d5d45e4450 Lezione 10 - 13 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308765493/754029c1e0 Lezione 11 - 19 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308768230/527ca81e49 Lezione 12 - 19 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308770286/a377cbd531 Lezione 13 - 20 aprile 2002 vimeo.com/user35707616/review/308771890/34c32a6121 si ringrazia Manlio Massimetti   [Leggi l'articolo]

BUON CAPODANNO ATEO ED INTERNAZIONALISTA! Bella Ciao (Omani) عمان قيثارة السلام بيلا تشاو.mp4 from SEGNALAZIONI.BOX on Vimeo. si ringrazia (Cinzia Fazio «NON CI SARÀ MAI LIBERTÀ DI RICERCA FINO A CHE C'È IL PENSIERO RELIGIOSO.CREDERE E PENSARE SONO SENZA POSSIBILITÀ DI ACCORDO» Massimo Fagioli, Left 2006, L'asino d'oro, 2009, pag. [XIV]... DAL DICEMBRE DEL 2006 I SEMINARI DI ANALISI COLLETTIVA - LIBERI E GRATUITI - SI TENNERO SEMPRE ANCHE LA SETTIMANA E IL GIORNO STESSO DI NATALE... E MOLTI TESTIMONI DI QUEI GIORNI RACCONTANO CHE IN QUELLE OCCASIONI SI SENTIVANO SEMPRE PARTICOLARMENTE BENE... E UN BEL PO' DI VERITÀ NEGATE SUL CRISTIANESIMO E IL NATALE, LE PUOI TROVARE CLICCANDO QUI I numeri arretrati possono essere richiesti alla casa editrice tramite email  arretrati@ilsognodellafarfalla.it L’asino d’oro edizioni Il sogno della farfalla n.1/1999 Rivista di psichiatria e psicoterapia Le notti dell’isteria p. 5 di Massimo Fagioli ...dopo 14 anni p. 20 di Massimo Fagioli «Questo testo, scritto da Massimo Fagioli in occasione della mostra “Italia oggi” tenutasi a Nizza nel giugno 1985 (...) è stato già edito, prima, nel catalogo della mostra pubblicato nello stesso anno (...) e poi in un limitato numero di esemplari fuori commercio. Avendo ambedue queste edizioni, ormai esaurite, avuto ristretta circolazione, la presente, in tutto identica all’originale, rende per la prima volta ampiamente disponibile questo scritto». [Roma 1999]  [Leggi l'articolo]

Il caso nasce da un cittadino siriano entrato in Germania nell'aprile 2023 [Leggi l'articolo]

Un album e un concerto riportano in luce l’arte di Amy Beach, Gilda Ruta e Cécile Chaminade, tre protagoniste del primo Novecento oscurate nella storia ufficiale della musica. Sabrina De Carlo e Francesco Giannelli raccontano a Left il loro progetto nato dal basso. Tra coro di quartiere, ricerca d’archivio e passione civile [Leggi l'articolo]

L’Archivio centrale dello Stato restituisce le carte di un dialogo a distanza tra lo psichiatra dell’analisi collettiva e il giornalista di Repubblica. Nelle lettere c’era la proposta di una ricerca ancora attuale sul tema della cura della malattia mentale e della formazione degli psicoterapeuti [Leggi l'articolo]

Dalla scelta dell’italiano come lingua “selvaggia” alla centralità della natura e del silenzio interiore. La nuova raccolta di Eva Gebhardt - psicoterapeuta, pittrice e poetessa - rivela una scrittura che non descrive ma fa affiorare immagini [Leggi l'articolo]

Ne "Il legame covalente" un professore di chimica travolto dal lutto tenta di decifrare l’amore e la perdita con il linguaggio degli elementi.Il nuovo romanzo di Massimiliano Smeriglio è un noir psicologico e un atto d’accusa contro una società che abbandona i più fragili [Leggi l'articolo]

In "Lessico palestinese", Alba Nabulsi intreccia diaspora, femminismo e pensiero postcoloniale per restituire voce a un «corpo collettivo che resiste». L’abbiamo incontrata [Leggi l'articolo]

Nel libro di Mazen Kerbaj, nato dai disegni pubblicati durante i primi mesi dell’attacco israeliano post-7 ottobre, l’arte diventa testimonianza e trappola visiva. Un modo per costringerci a non distogliere lo sguardo dal genocidio trasmesso in diretta sui nostri telefoni [Leggi l'articolo]

Alla Fondazione Beyeler una importante monografica di Cézanne ospita circa 80 opere della maturità provenienti in gran parte da collezioni private. Fino al 25 maggio un’occasione unica di vedere riunita una parte considerevole della produzione più conosciuta insieme a lavori raramente esposti [Leggi l'articolo]

Loriano Macchiavelli ripubblica il suo testo del ’72 sulla Palestina e accusa: il “cessate il fuoco” di Trump è un diversivo, l’Occidente mercifica la morte. L’unica rivoluzione possibile è quella culturale [Leggi l'articolo]

Più di Steve Bannon è Peter Thiel, il fondatore di Palantir, a dettare la linea al presidente Usa. Il suo libro-manifesto, edito anche in Italia, è un distillato di delirio Maga, tra xenofobia e velleità autoritarie di ispirazione nazista [Leggi l'articolo]

Nel suo nuovo libro Luca Ciarrocca ricostruisce come i potenti della Silicon Valley siano riusciti a trasformare la narrativa del progresso tecnologico in un progetto di dominio elitario [Leggi l'articolo]

Un esperimento democratico durato dieci anni, fondato su partecipazione, convivenza e liberazione femminile, spazzato via in dieci giorni dal nuovo regime siriano [Leggi l'articolo]

Si moltiplicano le manifestazioni di protesta contro il ddl stupri, alterato e svuotato di senso da esponenti dei partiti di governo. La destra pretende dalle donne la prova del dissenso, mentre la violenza maschile continua a colpire: nelle case, nelle strade, nei tribunali [Leggi l'articolo]

Un rigoroso saggio di Manfredi Alberti ci aiuta a capire come l’Italia «da centro del sistema-mondo» stia «diventando periferia» per via di precise scelte politiche [Leggi l'articolo]

Terminata la stagione delle partecipazioni statali, l’indirizzo pubblico dell’economia reale in Italia si è ridotto ad interventi di natura fiscale. In un mondo che corre veloce il nostro Paese resta al palo. Il caso Stellantis e un confronto, impietoso, con Germania e Francia [Leggi l'articolo]

Sulla parità di genere nulla cambia in Italia. E fare figli resta uno svantaggio per le lavoratrici

Diventare padre in Italia significa lavorare di più e con stipendi più alti. Complessivamente infatti l’84% degli uomini è occupato ma tra i padri la percentuale sale al 91,5%. Un dato che non stupisce se ci si aspetta che l’arrivo di un figlio corrisponda, per i maschi, a un aumento degli sforzi per soddisfare le esigenze economiche della nuova famiglia. Situazione opposta è quella delle donne per le quali diventare madri significa invece sottrarre tempo al lavoro da dedicare alla prole. D’altra parte l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ricorda che in Italia il 74% delle ore di cura familiari grava sulle donne che secondo Istat contribuiscono al lavoro di cura con due ore e 48 minuti in più al giorno rispetto ai partner maschili. Un divario che sale a quattro ore e 12 minuti se ci sono bambini in casa e che in un anno si traduce in 64 giorni di lavoro non retribuito in più. Ruoli e aspettative che secondo la ricercatrice in demografia al Dipartimento di Scienze Statistiche all’Università di Padova, Alessandra Minello, non hanno nulla di naturale ma molto di patriarcale. Non stupisce che si parli di child penality: ovvero la penalizzazione a cui le donne sono sottoposte con la nascita di un bambino o di una bambina e che spesso implica il dover lasciare il lavoro, fare un part-time involontario, ricevere uno stipendio più basso o avere una carriera meno gratificante. Lo dicono i dati: l’occupazione femminile è pari al 68,9% tra le donne senza figli, ma scende al 62,3% tra le madri, con una tasso leggermente più alto se si ha solo un figlio (65,6%) e più basso (60,1%) tra chi invece ne ha due o più. La situazione si aggrava se ci sono delle disabilità: come si legge nel dossier “Le equilibriste”, pubblicato da Save the children nel 2025 e di cui Minello è curatrice, se mediamente il 20% delle donne smette di lavorare dopo essere diventata madre, nei casi dove ci sono figli con disabilità la percentuale sale ulteriormente di 15 punti, raggiungendo il 35%. Si tratta di penalità che, con pesi diversi, si presentano in tutti i Paesi e che però a qualsiasi latitudine mostrano una caratteristica comune: sono più impattanti per le donne rispetto che per gli uomini che, al contrario, anche altrove riescono a trarne (professionalmente) benefici. Per Alessandra Minello e Tommaso Nannicini, docente di economia e co-autore del saggio [Leggi l'articolo]

Sole e senza tutele. L’abbandono di chi si prende cura di un familiare vulnerabile

Le persone caregiver sono esposte a una fragilità strutturale a causa della loro invisibilizzazione sociale. In Italia, secondo i dati Istat, i soggetti che assistono un familiare vulnerabile sono 7,3 milioni (circa il 12% della popolazione) e sono genitori, figli, coniugi, con una netta prevalenza di donne che ne connota ancora una volta il ruolo e l’aspettativa di genere quando si parla di accudimento familiare. La femminilizzazione del comparto della cura è un pilastro del welfare cosiddetto informale. Una colonna portante che, nella maggior parte dei casi, copre i bisogni assistenziali del proprio caro dedicandovi non meno di 20 ore alla settimana. In questo panorama, attraverso i dati di un report pubblicato nel 2019 dall’United nations economic commission for Europe si stima che il “lavoro invisibile” e dunque non retribuito delle caregiver sostenga dal 70% al 95% di tutti i bisogni di cure a lungo termine dei Paesi europei, senza che le loro attività siano formalmente riconosciute. Come ha scritto la scienziata politica Martina Micciché “il drenaggio della cura, in un Paese come il nostro, che registra medie d’età molto alte, è all’ordine del giorno. Una chiamata massiva e spesso improvvisa a figlie e nipoti che si trovano a compensare servizi insufficienti o inesistenti. Donne che lavorano sette giorni su sette, senza alcuna pausa dal carico mentale”. Anche l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere ha evidenziato che “l’86% delle donne è impegnato con diversi gradi di intensità nell’assistenza a familiari ammalati, figli, partner o più spesso genitori. Una su tre se ne prende cura senza ricevere aiuto e solo una su quattro è agevolata dal punto di vista lavorativo. Quando a stare male è lei, il 68% delle donne con alto tasso di coinvolgimento nel caregiving si cura da sé”. La dottoressa Marina Petrini, responsabile del progetto di ricerca “L’impatto del genere sullo stress psicologico e lo stato di salute nei caregiver familiari” dell’Istituto superiore di sanità aggiunge che “laddove il welfare resta maggiormente familistico le donne caregiver restano le figure predominanti”, sottolineando che bisognerebbe chiedersi, soprattutto a livello istituzionale “quanto la scelta di occuparsi dei familiari sia libera e consapevole e quanto invece rifletta stereotipi e aspettative di genere che attribuiscono alle donne la responsabilità principale della cura”. In queste condizioni socioculturali chi si occupa di una persona cara tende a farsi carico dei suoi bisogni come delle sue emozioni, a interiorizzare le sue esigenze e [Leggi l'articolo]

Patto migrazione e asilo: il Tar del Lazio smonta (di nuovo) il muro di gomma del Viminale

Il Viminale continua a incassare sconfitte sul fronte della trasparenza. A inizio marzo 2026, per la seconda volta dopo in meno di quattro mesi, il Tribunale amministrativo del Lazio ha censurato infatti il comportamento del ministero dell’Interno dando ragione ad Altreconomia. Dopo la vittoria sulla possibilità di consultare il registro degli eventi critici del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gjadër in Albania, questa volta i giudici hanno riconosciuto che i giornalisti -quindi i cittadini- hanno diritto di conoscere i contenuti delle modalità con cui il Governo Meloni vuole implementare le nuove regole sulla migrazione che entreranno in vigore a giugno, con il Patto sulla migrazione e l'asilo. Nella sentenza del 3 marzo il Tar ha scritto che il diniego del ministero dell’Interno alla nostra richiesta di accesso civico relativo al Piano di attuazione (Pan) del nuovo Patto adottato dalla Commissione europea è illegittimo. Il Viminale nel giustificare l'impossibilità di renderlo pubblico rivendicava, tra le altre cose, che il Pan contiene informazioni “la cui conoscenza può pregiudicare le relazioni internazionali” e che attengono alla sicurezza e all’ordine pubblico. Un pretesto più volte addotto per celare informazioni banali. Come ad esempio i luoghi di sbarco delle persone che arrivano via mare nel nostro Paese (anche in questo caso il Tar ci ha dato ragione, ora siamo al Consiglio di Stato, ndr). Il Tribunale ha condiviso la linea difensiva sostenuta dalle avvocate Eleonora Celoria, Marylanda Abdullaj e da Lorenzo Figoni, parte dell'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, sottolineando che “l’amministrazione interessata da un’istanza di accesso deve indicare, in modo puntuale, il 'concreto pregiudizio' che corrono gli interessi protetti dalla norma anzidetta, non limitandosi a menzionare il dato normativo ostativo all’accesso”. In altri termini: non basta la solita “scusa” della sicurezza ma serve motivare il perché. E siccome il Piano contiene anche informazioni pacificamente condivisibili questa censura non può essere applicata in toto su tutto il documento. Altra cantonata sul pregiudizio delle relazioni internazionali. Non solo la stessa Commissione europea aveva sollecitato gli Stati a condividere il contenuto del Piano ma altri Paesi dell’Ue lo hanno già reso pubblico. Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Slovacchia, Slovenia e Svezia: difficile che tutti questi Stati abbiano sottovalutato i presunti rischi di condivisione dei loro Pan. Il provvedimento non è ovviamente ancora definitiva. Il ministero potrebbe fare appello al Consiglio di Stato allungando ulteriormente i tempi per visionare i [Leggi l'articolo]

A Prato sfruttamento e repressione si scontrano con chi lotta per un modello diverso di città

C’è un filo sommerso che lega la storia di diciotto lavoratori del distretto industriale pratese a quella di Haji, studentessa liceale di 17 anni segnalata ai servizi sociali per aver partecipato a un presidio sindacale. A Prato il distretto dell’abbigliamento e del pronto moda ha un valore di oltre 2,4 miliardi di euro e conta più di 23mila addetti. Tra loro sono migliaia i lavoratori invisibilizzati, spesso provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh, costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento per dieci e più ore al giorno, anche per sei giorni a settimana. Solo nel febbraio 2025 i 18 operai della stireria Alba, una delle oltre 4.500 aziende presenti nel distretto dell'abbigliamento, riescono a conquistare un contratto regolare con diritto alla malattia e alle ferie che tuttavia ha durata breve. Pochi mesi dopo l’azienda smette di pagare loro gli stipendi e il canone d’affitto dell’immobile, con l’obbiettivo di licenziare gli operai e riaprire altre due aziende assumendo manodopera più ricattabile. Per questo motivo nell’agosto 2025 gli stessi dipendenti assieme al Sudd Cobas -sindacato che da anni si occupa della lotta per i diritti dei lavoratori in città- hanno cominciato un secondo sciopero fuori dai cancelli dell’azienda. Il presidio dei lavoratori dell’Alba va avanti da mesi e ad oggi ha portato a un risultato storico in città, riuscendo a creare un tavolo di filiera che ha coinvolto la Provincia di Prato e i brand committenti e costringendo questi ultimi a prendersi la responsabilità di quei lavoratori che si erano rifiutati di riconoscere fino a quel momento. L’esito raggiunto ha preparato una discussione in cui ad assumersi l’impegno per una soluzione non sono più solo i proprietari della ditta per cui gli operai hanno lavorato ma anche le aziende che vendono il prodotto finale. Prodotto che spesso, come è emerso dalle battaglie degli ultimi anni, porta con sé la firma del Made in Italy o di aziende del lusso. Questo vale anche nel caso specifico della stireria Alba dove tra i committenti figurano brand come Patrizia Pepe e Dixie. Haji, liceale del Machiavelli Capponi di Firenze, ha partecipato lo scorso novembre a un sit-in organizzato da lavoratori e sindacato davanti al negozio di Patrizia Pepe, a pochi passi dal Duomo di Firenze. L’iniziativa aveva il preciso scopo di mettere pressione all’azienda affinché si sedesse al tavolo di filiera con Simone Calamai -presidente della Provincia di Prato- e gli altri brand coinvolti. La [Leggi l'articolo]

Yara Nakahanda Monteiro. Chi sono le donne combattenti che hanno liberato l’Angola

La Festa della donna in Angola non si celebra l’8 marzo. O meglio si celebra anche l’8 marzo in quanto giornata internazionale per i diritti della donna ma il “Dia da mulher angolana” cade in realtà il 2 marzo. La ricorrenza è stata istituita per ricordare il suo ruolo nella lotta di resistenza del popolo angolano contro l'occupazione coloniale portoghese e coincide con la data della cattura di Deolinda Rodrigues, militante, scrittrice e intellettuale angolana, avvenuta nel 1967. Rodrigues è oggi considerata una delle figure simbolo della lotta per l’indipendenza dell’Angola. Oltre ad aver fondato l’Organização da mulher Angolana (Oma), era una esponente di spicco del Movimento popular de libertação de Angola (Mpla) il partito che, dopo l’indipendenza dell’Angola nel 1975, è salito al potere e da allora governa il Paese. A imprigionarla furono i combattenti del Frente nacional de libertação de Angola (Fnla), che insieme al Mpla e a Unita furono i principali movimenti coinvolti nella lotta per l’indipendenza e che allo stesso tempo, in un periodo di forte conflitto, si trovarono a combattere uno contro l’altro. Gli scontri tra i tre gruppi culmineranno poi in una delle guerre civili più lunghe del continente, conclusasi solo nel 2002. Sono queste le vicende che fanno da sfondo al romanzo “Fame di mia madre” (Capovolte edizioni), di Yara Nakahanda Monteiro, artista visiva, scrittrice e poeta nata in Angola e cresciuta in Portogallo. Un libro che affonda le sue radici in una storia di colonialismo e in un vissuto di diaspora e che, come spiega molto bene il traduttore Nicola Biasio al termine del testo, ha previsto una riflessione in merito alla lingua, imponendo di interrogarsi su come "evitare di colonizzarla nuovamente nel gesto della traduzione". Monteiro, quale ruolo hanno avuto le donne nella lotta per la liberazione dal colonialismo portoghese e perché ha scelto di raccontarle? YNM Le donne avevano esattamente lo stesso ruolo dei loro compagni maschi. Non hanno fornito solo supporto logistico o secondario, erano anche in prima linea, armate. Ma poi naturalmente quando il nemico comune, che era il colonialismo portoghese, fu rimosso, il patriarcato rientrò nel sistema e creò la gerarchia di genere tra uomini e donne. E molte delle combattenti donne -e questo è servito come base, come ispirazione per la creazione dei personaggi del mio romanzo-, non hanno ricevuto nessun tipo di riconoscimento o ne hanno avuto troppo poco o diverso rispetto ai loro compagni [Leggi l'articolo]

La salute mestruale è una priorità. La lotta di Neighborhood feminists, dall’Olanda all’Europa

L'organizzazione di Amsterdam offre gratuitamente pacchi di assorbenti a chi non può permetterseli. Dopo sette anni di duro lavoro oggi conta più di 60 “Menstruation stations”, liberamente accessibili. All'attività sul campo le volontarie e i volontari svolgono un'intensa attività di ricerca. Una questione di giustizia e una rete che si allarga sempre di più, spiega la presidente, Tammy Sheldon L'articolo La salute mestruale è una priorità. La lotta di Neighborhood feminists, dall’Olanda all’Europa proviene da Altreconomia. [Leggi l'articolo]

La misoginia è incentivata dalle piattaforme online. Internet non è “solo” una tecnologia

Il digitale è un mondo parallelo, complementare a quello fatto di corpi e relazioni vis-à-vis. Silvia Semenzin vi è entrata giovanissima, affascinata dalla rete di blog e forum in cui sentiva di poter sperimentare ed esprimere liberamente parti di sé che celava nella vita di tutti i giorni. Negli anni ha abitato Internet con lo stesso entusiasmo, accogliendo ad esempio i social come un luogo virtuale di incontro e scambi, ma ha anche iniziato a sentirne le ambivalenze, le criticità e gli aspetti più problematici. La sua passione l’ha portata a studiare i fenomeni e i meccanismi interpersonali che si sviluppano in rete, diventando una sociologa digitale. Dopo aver subìto la condivisione non consensuale di sue immagini intime, Semenzin si è mobilitata con la campagna #intimitàviolata che nel 2019 ha portato all’approvazione della legge italiana contro il “revenge porn”. In quel periodo ha approfondito le teorie femministe e ora guarda al web con una prospettiva di genere. L’abbiamo incontrata per parlare del suo ultimo saggio, “Internet non è un posto per femmine”, uscito per Einaudi. Semenzin, il suo libro si fonda sull’assunto che Internet non è neutro. Potrebbe spiegare che cosa significa? SS Ogni tecnologia, Internet incluso, è un prodotto umano quindi culturalmente e socialmente costruito. L’impronta dei creatori, che le pensano per un motivo e le immaginano con un obiettivo, non scompare. Le loro visioni del mondo vengono inoculate nella società tramite codici e regole che sembrano imparziali, super partes, ma in realtà non lo sono. Parlare di tecnologia come politica serve a far capire che non è neutrale, dunque non è né deterministica né inevitabile. Così ci restituiamo anche l'agency per cambiarla, troviamo il nostro entry point per lavorare sugli immaginari che vengono promossi su queste piattaforme. Possiamo lottare per averli diversi, femministi. Qual è il ruolo e l’impatto degli algoritmi? SS Si tende a pensare Internet e i social come disintermediati, quando in realtà sono profondamente centralizzati e monopolizzati. Si dimentica che la comunicazione è parte del potere. Quello che vediamo noi è deciso da qualcun altro: ci sono delle misure -talvolta molto chiare, altre volte meno- su quello che si può dire, come si può dire, chi diventa visibile e chi no, chi rimane fuori, chi ha voce. Su tutti questi elementi si può premere e chiedere di agire. Le “regole del gioco” sono scritte tendenzialmente da uomini, bianchi, ricchi, eterosessuali, provenienti da una parte molto [Leggi l'articolo]

Disparità e violenza di genere in montagna: il caso della provincia di Belluno visto da vicino

Gli studi su abusi e discriminazioni nei contesti territoriali isolati sono molto limitati. In alcune aree della montagna veneta sembra addirittura che la violenza non esista. Ma ad alterare i dati contribuiscono servizi sociali fragili e difficoltà nel raggiungere gli sportelli di ascolto. Il tutto mentre le Olimpiadi invernali non hanno affatto mantenuto le promesse "sociali" fatte al territorio. Il nostro viaggio L'articolo Disparità e violenza di genere in montagna: il caso della provincia di Belluno visto da vicino proviene da Altreconomia. [Leggi l'articolo]

“Il nuovo codice penale dei Talebani chiude ogni porta alla giustizia”

Nel gennaio di quest'anno in Afghanistan è stato introdotto un nuovo codice penale che ridefinisce in profondità l’assetto giuridico e sociale del Paese. Il testo istituzionalizza la divisione della società in caste, consolida le disuguaglianze e colpisce in modo sistematico donne e minoranze religiose. Il Coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane (Cisda) ha intervistato Belqis Roshan, ex parlamentare afghana oggi rifugiata in Germania. Roshan, con il nuovo codice penale i Talebani hanno ulteriormente inasprito le condizioni di vita della popolazione, soprattutto delle donne. Quali sono le norme più gravi? BR Il nuovo codice viene giustificato come applicazione fedele della religione, ma in realtà serve ad aumentare il controllo sulla popolazione e il potere discrezionale dei religiosi. In quattro anni di governo l’emiro Hibatullah Akhundzada ha emanato 470 provvedimenti, 100 dei quali contro le donne. Nessuno è andato a beneficio del popolo. Il codice riprende e rafforza l’impianto della cosiddetta “legge contro il vizio e per la virtù” del 2024. La differenza è che se prima le norme erano rivolte alla popolazione come regole di comportamento, ora sono indirizzate a giudici, imam e capivillaggio, vincolandoli a comminare pene severe. L’articolo 9 è il più sconvolgente: divide la società in quattro classi -religiosi, ricchi, classe media e classe indigente- e stabilisce pene diverse per ciascuna. Ricchi e mullah (studioso dell’Islam, ndr), anche se violano la legge, non subiscono sanzioni: al massimo vengono richiamati. La classe media e quella povera, invece, affrontano processi e pene corporali, tanto più dure quanto più basso è il loro status sociale. È la legalizzazione della schiavitù. Un sistema che il mondo considerava superato e che ora viene riportato in vita. Quali conseguenze concrete comporta per le donne? BR L’articolo 32, sulla vita coniugale, prevede che un marito violento venga incarcerato per 15 giorni se picchia la moglie, ma solo se le ha procurato lividi o fratture che la moglie può dimostrare. Ma le donne non possono uscire di casa da sole per andare in ospedale: di fatto, quindi, non possono provare nulla. Inoltre, con l’articolo 34 una donna non può lasciare la casa del marito senza permesso per recarsi nella famiglia d’origine. Se lo fa, lei e il padre che la accoglie rischiano frustate e tre mesi di carcere. Questo dimostra che la donna è considerata proprietà del marito o del padre. Le porte della giustizia sono chiuse. Anche i bambini sono esposti a violenze. Il nuovo [Leggi l'articolo]

Il Montenegro rischia di svendere agli Emirati le sue ultime spiagge selvagge

Il Paese che punta all'ingresso nell'Ue ha stipulato un accordo di cooperazione turistica con gli Emirati Arabi Uniti, aprendo così ai progetti immobiliari del discusso imprenditore Mohammad Alabbar, noto per aver costruito a Dubai il Burj Khalifa. La popolazione locale si oppone alla privatizzazione e distruzione di preziose riserve naturali e di biodiversità. Intanto l'uomo d'affari finanzia scuole e associazioni sportive nel tentativo di ripulirsi l'immagine L'articolo Il Montenegro rischia di svendere agli Emirati le sue ultime spiagge selvagge proviene da Altreconomia. [Leggi l'articolo]